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Una città sospesa: VENEZIA

Valutazione complessiva livello di magia : 

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   Questa meravigliosa città non ha bisogno di presentazioni. La sua fama attraversa il mondo intero per le bellezze che mostra da secoli. Nessuna città è tanto unica, originale e affascinante come Venezia.
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La città sorge su una serie di isole collegate tra loro da una fitta rete di ponti, all’interno della celebre Laguna. I palazzi che la compongono si basano su una foresta di pali piantati nel terreno molti secoli fa. Una delle particolarità di questa città è la rete di canali che solcano ogni isola, su cui navigano i vaporetti e le gondole. I canali contribuiscono a creare il fascino di Venezia, creando un’atmosfera di sospensione e tranquillità.

CENNI STORICI

La sua storia, fatta di commerci con il Mediterraneo e soprattutto con l’Oriente, parla di una delle maggiori metropoli medievali e rinascimentali, seconda solo a città come Roma, Parigi e Londra. Fino a quando le rotte atlantiche non si aprirono, infatti, Venezia era la regina incontrastata del commercio.

In tempi medievali, Venezia era conosciuta come Rivoaltum, come il noto quartiere di Rialto, il primo a essere abitato, e solo successivamente prese il suo nome attuale, da civitas Venetiarum.

La città è composta da sei quartieri detti “sestieri”, così chiamati:

  • San Marco, dove si trova la celeberrima piazza e tutti i principali edifici storici.
  • Dorsoduro, così definito per l’antica presenza di dune di sabbia in area.
  • San Polo, che si trova al centro esatto della città.
  • Santa Croce, dal nome della chiesa principale che si trovava in quella zona. Questo sestiere è posto nella parte più occidentale ed è ricco di edifici moderni, dato che è rivolto verso la terraferma, e per questo vi si trovano il Ponte della Libertà e la stazione Santa Lucia.
  • Cannaregio, nella zona settentrionale, chiamato così per via dei canneti che si trovavano in quella zona.
  • Castello, nella parte est della città, sede della fortificazione difensiva, di cui resta ben poco.

DA NON PERDERE – COSA VISITARE

  PIAZZA SAN MARCO
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Una visita di Venezia non può non prevedere la piazza principale, forse la più bella al mondo. In questa piazza si trovano edifici di epoca rinascimentale e napoleonica che sono entrati nell’immaginario collettivo. La Basilica di San Marco, che dà il nome alla piazza, è un edificio le cui origini risalgono al IX secolo d.c., e fu costruita in seguito alla traslazione della salma dell’evangelista. La facciata della Basilica ricorda le forme dell’architettura araba, e gli interni sono stati decorati nel corso dei secoli con abbaglianti mosaici dorati.

Vicino alla Basilica si trova il Campanile di San Marco, alto 98 metri e inizialmente eretto nello stesso periodo della Basilica, ma crollò nel 1902 e fu ricostruito uguale a prima in soli 10 anni. Dalla sommità si può godere di una vista panoramica sulla città, e da lì ha inizio il volo dell’angelo, che sancisce l’inizio del celebre Carnevale.

Altri edifici sono le Procuratie Vecchie e Nuove, la Corte napoleonica, la Torre dell’Orologio adiacente alla Basilica e il bellissimo Palazzo Ducale, che si affaccia sulla laguna.

 RIALTO
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Il nome di questa zona deriva dal latino rivoaltum, nome che indica la maggiore altezza delle sponde, meno soggette alle maree, per cui questa è la zona più antica di Venezia. Nelle vicinanze si trova il mercato, dove fin dai tempi antichi venivano commercializzati beni locali, come il sale, ma anche i tesori dell’Oriente, soprattutto spezie come il pepe, definito “oro nero”. Nelle vicinanze si trova anche l’omonimo ponte, una delle maggiori attrazioni della città. Fino all’800 questo era l’unico ponte che attraversava il Canal Grande, ed è forse il più bello. La sua fisionomia attuale risale al ‘500 e ogni anno orde di turisti vi si assiepano per scattare foto. Sul ponte si trovano molti negozi, soprattutto gioiellerie, come sul Ponte Vecchio di Firenze.

 CANAL GRANDE
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Come denota il suo nome, è il canale principale di Venezia. Lungo circa 4 chilometri,ha una caratteristica forma a S, simile al meandro di un fiume – infatti, recenti studi hanno avanzato   l’ipotesi che il Canale fosse l’antico alveo di un fiume, forse il Brenta. Il canale parte da ovest, nel sestiere S.Croce, e si sviluppa nel cuore di Venezia, fino ad arrivare nel sestiere S.Marco. Costituisce la principale via d’acqua della città, ed è costantemente solcato da vaporetti e gondole. La prima settimana di settembre vi si svolge la famosa Regata Storica, in cui sfilano gondole e altre imbarcazioni storiche, come il Bucintoro, la nave del Doge.

  CAMPO S.MARGHERITA
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Questa piazza, che deve il suo nome all’adiacente Chiesa di Santa Margherita, è il luogo nevralgico della movida veneziana. Vi sono infatti molti bar che preparano il famosissimo spritz, bevanda composta da vino bianco – generalmente prosecco, seltz e una miscela alcolica oggi prodotta da una celebre multinazionale. In questo ‘campo’ si può assaporare la tipica vita veneziana, con i vecchi al bar che giocano a carte, i giovani intenti nell’happy hour e i bambini che giocano nei pomeriggi domenicali.

 Tra i principali luoghi d’interesse di Venezia, una menzione speciale la meritano il CASINO DI VENEZIA, uno dei più famosi e prestigiosi al mondo, e il GRAN TEATRO DELLA FENICE, il quale, per tenere fede al suo nome, è letteralmente risorto dalle ceneri per ben due volte, l’ultima nel 1996. I lavori di ristrutturazione sono durati 7 anni e ha potuto riaprire nel 2003. In questo teatro, Giuseppe Verdi mandò in scena la prima di alcune sue opere, su tutte la “Traviata”.

MURANO

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Un discorso a parte lo merita Murano, un’isola vicino Venezia, famosa in tutto il mondo per le sue vetrerie artistiche. L’isola produce questi manufatti dalla fine del ‘200, e da allora la sua fama è aumentata esponenzialmente. La Serenissima arrivò al punto di vietare l’espatrio ai maestri vetrai, per evitare che il segreto di produzione venisse esportato.

In tutta l’isola vengono organizzate dimostrazioni di produzione del vetro, e vengono anche venduti. E’ possibile trovare qualsiasi genere di prodotto artigianale, dai classici vasi ai paralumi: spazio alla fantasia!

  IL CARNEVALE

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Parlando di Venezia, come si può non citare il carnevale? Si tratta dell’evento più famoso che si tiene a Venezia, e fa parte del novero dei grandi carnevali, insieme a Rio de Janeiro e altro località. A differenza del carnevale di Rio, incentrato sulla gioia e sul ballo, il Carnevale di Venezia ha una sostanza aristocratica e ricercata. Il carnevale moderno, infatti, si ispira al ‘700, noto per la supremazia della classe nobile. Regnano quindi costumi sfarzosi e maschere ricercate, in un mix inconfondibile.

Il carnevale si svolge, a seconda dell’anno, in gennaio o in febbraio. Lo inaugura il Volo dell’Angelo, durante il quale una un angelo – simbolicamente parlando – viene calato dal Campanile di San Marco giù fino alla piazza. Da quel momento, fino al Martedì Grasso, una folla proveniente da tutto il mondo dà sfogo alla sua fantasia, proponendo costumi e maschere tradizionali, e altri outfit più moderni e fantasiosi. Il prossimo Carnevale si terrà dal 30 gennaio al 9 febbraio 2017.

 

MUOVERSI A VENEZIA

 VAPORETTO

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PRO: E’ il mezzo più veloce per spostarsi lungo i canali di Venezia. Puoi raggiungere quasi ogni angolo della città.

CONTRO: i prezzi alti, 7,5 euro per una corsa da 75 minuti. Conviene di più un biglietto orario: la tariffa minima è di 20 euro per 24 ore, quella massima è di 60 euro per 7 giorni, ideale se intendi rimanere a Venezia per più giorni. La soluzione migliore, tuttavia, è di acquistare la Carta Venezia, che offre trasporti convenzionati sui vaporetti – una corsa costa 1,5 euro, ma il costo della Carta varia dai 10 euro per i residenti veneziani, ai 50 euro per chi abita fuori dal Veneto!

GONDOLA

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PRO: E’ il modo più affascinante per attraversare la città. La fama del giro in gondola attraversa il mondo, e molti sognano di fare almeno un giro nel corso della loro vita.

CONTRO: i prezzi, anche questi molto alti. Un giro costa 80 euro, da 1 a 6 persone: conviene quindi essere in molti per abbattere i costi.

 A PIEDI

 PRO: E’ sicuramente il modo più economico per muoversi a Venezia – è gratis! Muoversi in questo modo consente di assaporare la città fin nel profondo, conoscere gente del posto, ammirare i ristoranti e i negozi della città. In parole povere, è l’ideale per vivere Venezia.

CONTRO: E’ facile perdersi, a causa della natura caotica delle calli veneziane, e del loro alto numero – più di 4000! I tempi di percorrenza inoltre si allungano, specie durante i periodi di maggior affollamento, l’estate e il periodo di Carnevale.

  MANGIARE A VENEZIA

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Anche dal punto di vista culinario, Venezia non tradisce le attese. Se da un lato troviamo i classici ristoranti per turisti, dall’altro invece resistono piccoli ristoranti, un tempo osterie, che propongono piatti della tradizione veneta e veneziana. Le specialità sono quasi tutte di pesce, da tradizione per una città marittima: spaghetti con vongole o seppie, fegato alla veneziana – ossia con cipolle, sarde o baccalà in saor – anche questi con cipolla – sono i piatti tipici che vanno per la maggiore.

Un discorso a parte lo meritano i caffè, che sfruttano molto l’unicità del luogo: per un caffè in Piazza San Marco, a seconda del servizio, non è improbabile spendere decine di euro! Consigliamo perciò di evitare i locali in pieno centro, e ripiegare sui bar meno centrali – a meno che non siate molto facoltosi!

 

 

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Porto Seguro – Bahia

Valutazione complessiva – livello di magia : 

  4/5

Porto Seguro è una cittadina di mare situata a sud dello stato di Bahia, a circa 700 chilometri dalla città di Salvador, capitale dello stato. Meta turistica per gli stessi brasiliani ma anche per molti europei e americani, la sua popolazione conta circa 120 mila abitanti che si moltiplica proprio durante il periodo estivo. Il paesaggio è molto caraibico, con case molto colorate, palme di cocco e prati all’inglese.

L’attuale Porto Seguro è uno dei paradisi turistici più ambiti del Brasile ed offre svariati divertimenti sul lungo mare come gli spettacoli di capoeira, le feste e la musica dal vivo. Nelle vicinanze troviamo spiagge bianche dai fondali marini con colori magnifici, tra le quali Praia de Barramares e Praias de Coroa Vermelha e Mutà, oltre che il Parque Marinho Recife de Fora: la barriera corallina dello stato di Bahia.

Per scegliere il momento migliore per visitare Porto Seguro e in generale il Brasile, è fondamentale tenere a mente che lì le stagioni sono opposte rispetto a quelle del nostro emisfero. Se volete trovare un clima estivo, dunque, dovrete partire da qui in pieno inverno. I mesi che vanno da settembre a febbraio, inoltre, sono quelli con la concentrazione minore di giorni di pioggia durante l’anno. Il clima è caratterizzato da estati molto calde con picchi di circa 42 gradi, mentre in inverno le temperature oscillano tra i 25 e i 15 gradi.

Cenni storici

Nell’aprile del 1500 approdò a Porto Seguro il navigatore Pedro Álvares Cabral che diede così inizio alla colonizzazione della zona da parte del Portogallo e vi insediò il primo nucleo abitativo del Brasile. Col tempo queste comunità europee si integrarono con la comunità autoctona creando un’unica popolazione multietnica e variegata, ricca di tradizioni, di costumi e culture.

Questo primo nucleo abitativo si trova nella parte alta della città che racchiude il centro storico. Il promontorio, che si affaccia sul lungomare, è sede di pittoreschi edifici e monumenti, e offre una spettacolare vista panoramica sul litorale. Per raggiungere la città storica di Porto Seguro si risale il promontorio tramite delle lunghe scalinate che lo percorrono in altezza. Il sito è un belvedere naturale che offre indimenticabili scorci sul litorale e sull’oceano. Nel centro storico, oltre alle immancabili Lojas e pittoreschi edifici multicolori si trovano le principali attrattive culturali ed architettoniche della città: la chiesa di Nostra Signora di Pena (Santo Patrono della città), la cappella di San Benedetto, la chiesa di Nostra Signora della Misericordia con il Museo de Arte Sacra e il Museo Porto Seguro che contiene esposizioni sui primi insediamenti in Brasile e sulla vita indigena.



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Attrazioni di Porto Seguro

Passarella do Alcool

Tra le principali attrattive della città troviamo, nella parte bassa del promontorio, la Passarella do Alcool, una via pedonale dove si concentra il movimento serale della città in quanto è ricca di locali, ristoranti, bar e pizzerie dove si può gustare la cucina tipica di Bahia a base di pesce, negozi anche di artigianato locale e boutique. I negozi a Porto Seguro praticano un orario particolare: molti di questi infatti sono aperti fino a mezzanotte.

Axe Moi

Nella zona del lungomare, vicino alle vivaci praias di sabbia bianca troviamo hotel e le “barracas”, locali che fungono anche da discoteche notturne, tra cui la più nota è Axe Moi.

Le spiagge più belle di Porto Seguro distano a qualche km dal centro raggiungibili con autobus. In alcune di queste possiamo trovare veri e propri centri di divertimento a ingresso gratuito, che offrono oltre alle tipiche attività da spiaggia, attività sportive come beach volley, beach soccer e kayak, con la possibilità di praticare la lambaerobica.

Axe Moi è situato nella spiaggia di Taperapuàn, è il più frequentato e possiede più di 300 metri di spiaggia. Inoltre qui le giornate sono animate da ballerini di capoeira e artisti famosi, mentre all’interno dello stabilimento vi sono ristoranti e bar dove si possono assaporare piatti tipici locali e degustare ottimi cocktail.

Praia de Barramares

Un altro punto della città dove c’è grande movimento è la Praia de Barramares, dove si ha la possibilità di cimentarsi nella lambaerobica. Di notte invece vengono organizzati show di musica dal vivo, il tutto in un’atmosfera molto elettrizzante e in un’ambientazione caratteristica. Normalmente vengono offerti gratuitamente linee di trasporto di autobus nel tragitto che porta alla spiaggia.

Praies de Coroa Vermelha e Mutà

Per chi invece vuole lasciarsi alle spalle le continue feste della Bahia, le spiagge di Coroa Vermelha e Mutà sono le mete più adatte per la tranquillità che le caratterizza. Queste spiagge sono famose per le piscine naturali che si formano durante la bassa marea, diventando così perfette per nuotare e praticare snorkeling.

Parque Marihno Recife de Fora e Ilha dos Aquàrios

I principali punti di immersione della zona sono il Parque Marinho Recife de Fora e l’Ilha dos Aquàrios. Il primo è un parco protetto dedicato alla ricerca che copre circa 17,5 km quadrati del territorio brasiliano, di cui solo il 3% sono utilizzati per la visita. Le uscite si svolgono su piccole imbarcazioni da cui si può osservare la vita marina e praticare lo snorkeling ammirando la barriera corallina. Il secondo invece è un isolotto di circa 26 mila metri quadrati in cui è contenuto uno degli acquari marini più grandi del Sud America. Questa struttura funge anche da parco illuminato dove si possono visitare gallerie d’arte, bancarelle di artigianato o rilassarsi nei ristoranti di cucina tipica.

Pataxό Jaqueira – La riserva indigena di Porto Seguro

Una delle più spettacolari attrattive culturali è costituita dalla riserva indiana Pataxό Jaqueira, che si trova a 12 km dal centro della città. Solo qui si può conoscere la cultura indigena degli abitanti originari di queste terre. Il tour guidato accoglie i turisti secondo la tradizione indiana che consiste nella decorazione del corpo. Durante la visita è possibile passeggiare all’interno della riserva potendo così osservare la natura del posto. Per chi lo desidera alla fine del tour è possibile sperimentare la cucina indiana, basata principalmente sul pesce.

Trancoso

Nello stato di Bahia c’è un borgo di pescatori chiamato Trancoso, inserito dall’UNESCO nella lista dei patrimoni dell’umanità. Fin dalla sua colonizzazione questo luogo si caratterizza dal rifiuto da parte degli abitanti di introdurre qualsiasi forma di progresso, privilegiando una vita semplice a contatto con la natura. Da qui è possibile partire alla scoperta di bellissime spiagge locali dominate da una maggiore tranquillità rispetto a quelle del lungo mare di Porto Seguro. Anche la vita notturna è molto tranquilla, la mancanza di illuminazione crea un’atmosfera particolare permettendo di godersi un cielo quasi sempre stellato. Durante il periodo estivo l’area centrale si anima di piste ballo.

Come arrivare a Porto Seguro

Aereo: Porto Seguro ha un aeroporto internazionale che lo collega alle principali città del Brasile. Per chi arriva in aereo, il modo migliore per raggiungere gli hotel o alberghi è con il taxi.

Autobus: è possibile verificare preventivamente quale compagnia offre trasferimenti diretti dall’aeroporto alla città. Un’altra opzione è quella di raggiungere prima Eunápolis e da lì prendere un autobus per Porto Seguro. Una delle principali compagnie che servono Porto Seguro è la San Gerardo, con partenze da Rio de Janeiro, Sao Paulo e Salvador.

Auto: venendo da Nord o Sud, si deve percorrere la BR-101 fino a Eunápolis e poi la BR-367 fino a raggiungere Porto Seguro.

Mangiare a Porto Seguro

Non c’è che l’imbarazzo della scelta: tra i ristoranti e i locali lungomare sparsi nella città si possono trovare cibi tradizionali di ogni tipo.

Da notare sono i ristoranti che offrono il servizio “comida a quilo”, ossia ristoranti self service dove paghi quello che mangi, prezzo che viene stabilito a peso.

Un luogo ideale per chi cerca prodotti tipici freschi, frutta e cibi tradizionali e regionali è il Mercado Municipal. Se visitato al mattino può essere una buona scelta per chi cerca il contatto con la popolazione locale, i loro usi e i loro costumi.

Allogiare a Porto Seguro

Si può alloggiare negli alberghi posizionati lungomare o nelle “pausadas”, cioè in piccoli bed and breakfast. I prezzi per il pernottamento sono alquanto contenuti.

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Il Cairo : un viaggio in un mistero lungo millenni

Valutazione complessiva e livello di magia : 

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5/5

Un tuffo in una civiltà millenaria, un’atmosfera pervasa da mistero e fascino, una città che nasconde mille tesori, questo significa camminare tra le popolose vie di una delle metropoli più grandi del mondo: Il Cairo.

La città sorge sulle sponde del Nilo, proprio all’imbocco del suo fertile delta, ed ha una popolazione di circa 16 milioni di abitanti, che raddoppiano se si tiene conto dell’area metropolitana limitrofa.

Il Cairo
Il Cairo

Il Cairo è un mix di contraddizioni che la rendono una caotica e affascinante megalopoli, proiettata verso il futuro ma con radici profonde nel suo glorioso e tormentato passato, sempre in bilico tra la voglia di progresso e il rispetto della tradizione.

La sua storia, e quella dell’Antico Egitto non smettono di affascinare viaggiatori di tutte le epoche, e la rendono un luogo unico e straordinario da visitare.

CENNI STORICI

La civiltà egizia si sviluppa dal 3000 fino al 30 a.c. passando sotto il dominio di circa trenta dinastie di faraoni diverse, successivamente il paese fu attraversato da ondate di conquistatori stranieri, che lasciarono tutti tracce del loro passaggio e sono ben visibili anche nelle diverse anime che caratterizzano la città.

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Il Cairo, capitale del paese è una delle città più densamente popolate del mondo e il suo nome  al-Qāhira significa La soggiogatrice.

E’ divisa in varie zone, ciascuna con una sua peculiarità e specifiche caratteristiche tutte da scoprire:

  • Il centro del Cairo è il cuore della città moderna con alcuni splendidi edifici ottocenteschi, a volte fatiscenti,  ricco di attività commerciali e sede di numerosi uffici;
  • l’isola di Gezira da cui si innalza per 85 mt la Torre del Cairo da cui godere di splendide viste della città
  • l’isola di Roda con le sue chiese copte
  • Il Cairo islamico, un vero gioiello di minareti, cupole, mercati e strade che evocano scene da Mille e una notte;
  • Subito fuori città, ad Ovest, le famosissime Piramidi di Giza, una delle 7 meraviglie del mondo antico e nel punto diametralmente opposto Eliopoli, città giardino nel deserto con la sua architettura bizzarra e l’intensa vita notturna.

DA NON PERDERE- COSA VISITARE

CENTRO CITTA’

Nella zona moderna di Midan Tahir, non esattamente bella e molto caotica, con il rumore assordante di clacson e auto che fanno da costante sottofondo, vicino ai negozi che si affacciano su Sharia Talaat Harb la strada principale e Qasr el- Nil in cui viaggiatori curiosi possono trovare ogni genere di chincaglieria, si nasconde un gioiello in cui viene custodito un patrimonio inestimabile di storia e cultura: il MUSEO EGIZIOcairo-1051385__180

Fondato dal francese Auguste Mariette fu inaugurato nel 1863 e ha cambiato due volte sede, prima di insediarsi nel 1902 negli edifici odierni, conta 120.000 reperti esposti e altrettanti conservati nei sotterranei. Vi sono reperti di ogni periodo della storia d’Egitto disposti su due piani, che culminano nei meravigliosi manufatti ritrovati nella tomba di Tutankhamon, nella sala delle mummie reali e in imponenti statue di intramontabile e mastodontica bellezza.

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Tutankhamon

Meriterebbe un giorno interno per una visita completa, pur non essendo particolarmente ampio è ricchissimo di reperti che non sono sempre accompagnati da dettagliate spiegazioni, per questo si consiglia prima della visita, di munirsi di una guida per una maggiore comprensione e fruibilità.

CAIRO ISLAMICO

Dopo la conquista dell’Egitto del 641 d.c. i musulmani costruirono la loro città denominata Al-Fustat, e successivamente Salah Ad-Dhin costruì l’imponente CITTADELLA (Al-Qalaa) su uno sperone roccioso, nei secoli successivi vennero aggiunti moschee, mausolei ed edifici in stile islamico.

Il Cairo - KHAN AL-KHALILI
KHAN AL-KHALILI

Oggi questa parte della città è un dedalo di strade strette e congestionate, fitte di edifici storici, brulicanti di vita, colori e odori che costituiscono la sua straordinaria unicità.  Non si può cominciare e assaporare l’autentica atmosfera del Cairo islamico senza aver visitato l’incredibile bazar di KHAN AL-KHALILI , il cuore commerciale del quartiere, uno dei più grandi del Medio Oriente. In questo enorme mercato straripante di folla ad ogni ora del giorno e della notte, si possono trovare souvenir, manufatti di artigianato locale, tessuti, spezie ed ogni genere di merce in viuzze strette e negozietti angusti zeppi di ogni genere di cose, tra il brusio incessante dei commercianti e delle migliaia di persone e turisti presenti.

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mercato KHAN AL-KHALILI di notte

Ricordatevi di contrattare sempre il prezzo della merce esposta, usanza che fa parte della cultura di questo popolo, acquistare al primo prezzo indicato potrebbe addirittura essere considerato una mancanza di rispetto ed è considerato volgare. Sarà un modo per entrare in contatto autentico con il popolo egiziano e capirne meglio gli usi e le tradizioni.

Il Cairo - KHAN AL-KHALILI
KHAN AL-KHALILI

A parte lo shopping, l’altra attrazione del bazar è Fishawi’s, situato in una via poco distante, aperto giorno e notte per gli ultimi 200 anni, è forse il caffè più antico del Cairo, arredato con tavolini in rame e grandi specchi. Fermatevi un attimo a sorseggiare del buon tè alla menta e tirare boccate dalle shisha, caratteristiche pipe ad acqua, per rilassarvi e riprendervi dopo le estenuanti trattative.

In zona potrete ammirare la MOSCHEA DI SAYYDNA AL-HUSSEIN, la più importante di tutto l’Egitto e così sacra da essere aperta solo ai musulmani che può radunare migliaia di fedeli e visitare la MOSCHEA DI AL-AZHAR una delle istituzioni più venerabili del Cairo. Costruita nel 970 d.c. come moschea principale e centro di studi per la città. L’università è il centro di studi più rinomato del mondo islamico sunnita. La porta dei barbieri a due arcate, dove gli studenti tradizionalmente si facevano rasare i capelli, risale alla metà del XVIII secolo, dalla quale passano i turisti per entrare e ammirare la mihrab meravigliosamente ornata, una nicchia che indica la direzione della Mecca e il bel cortile con i suoi portici. Prima di accedere alla moschea è prassi che le donne si coprano il capo e comunque vige il divieto per tutti di entrare con le gambe scoperte.Il Cairo

Meta preferita da tutti i turisti è la CITTADELLA (Al-Qalaa), fondata nel 1176 dal celebre comandante Salah ad-Din (più conosciuto come Saladino) un complesso fortificato, una sorta di museo dell’architettura islamica che ha al suo interno splendidi esempi di moschee, musei e bastioni.

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Grande Moschea

Da visitare la moschea di Mohammed Alì, diventata uno dei simboli della città, concepita secondo il modello classico turco con una grande cupola e due slanciati e imponenti minareti. Prima di andare via concedetevi qualche minuto per godere dalle fortificazioni della cittadella, di una stupenda vista sulla città con superbi scorci di minareti e cupole.

Il Cairo

Se arrivate in superstrada in questa zona della città non potrete non incontrare lungo la via il CIMITERO settentrionale della città che sbalordirà i più, visto che non è soltanto un luogo di sepoltura come saremmo portati a pensare, ma al suo interno risiedono anche i vivi. Alcune delle tombe infatti, servono anche da alloggio a molte famiglie che vi abitano stabilmente. Quasi tutte le tombe di famiglia prevedono una stanza per i visitatori che intendono fermarsi a dormire lì, testimonianza di come per la cultura egizia morte e vita siano fortemente connesse, e quindi alcune di esse sono state occupate da persone o senzatetto nel corso del tempo.

LA VALLE DI GIZA

I monumenti simboli della cultura egiziana e conosciuti in tutto il mondo: La Sfinge con le splendide Piramidi, valgono da soli un biglietto aereo e molto di più. Il Cairo - la sfinge

Il passare dei secoli non fa che accrescere il loro splendore e insieme il loro mistero. La Sfinge rappresenta la più antica scultura monumentale del mondo, ed è lì da millenni a guardia della valle, delle piramidi, dei templi e delle tombe. Attorno ad esse il caos e il brulicare incessante di turisti, cammelli, venditori di souvenir e di bibite sin dalle prime ore dell’alba.

Le tre piramidi principali di Cheope, Chefren e Micerino circondate dalle più piccole piramidi delle regine furono erette durante la IV dinastia a partire dal 2589 a.c.

Da sempre gli scienziati di tutto il mondo le studiano e  sono ormai circondate da misteriose,e a volte fantasiose teorie sulla loro incredibile costruzione.

Erano destinate alla sepoltura degli omonimi faraoni, straordinarie opere di perfetta architettura con particolari talmente perfetti da sembrare di origine soprannaturale. Basti pensare che i pozzi di aereazione sono orientati in direzione di importanti costellazioni, che le tre piramidi si trovano su una perfetta diagonale allineata con il nord geografico, che la sola piramide di Cheope è formata da più di due milioni di blocchi di pietra da peso medio di 3 tonnellate e fino al XIX secolo era la costruzione più alta del mondo.

Il Cairo - le piramidiIl numero dei visitatori giornalieri che può visitare l’interno è limitato e il momento migliore per recarvisi è il mattino presto, prima che il caldo e la folla diventino insopportabili.  Lo spettacolo impareggiabile della valle all’alba non vi farà rimpiangere la levataccia.

Sconsigliata l’entrata nella piramide a chi soffre di claustrofobia, per accedere alle camere interne va percorso un lungo, stretto e affollato cunicolo dove l’aria può diventare quasi soffocante.

Il Cairo- spettacolo di luci e suoni alle piramidi
Spettacolo di luci e suoni alle piramidi

Un’esperienza che vi lascerà senza fiato sarà quella di partecipare allo spettacolo di luci e suoni che ogni sera, al tramonto, si tiene di fronte alle Piramidi, durante il quale, attraverso un suggestivo gioco luminoso e una voce che sembra arrivare direttamente dalla Sfinge stessa, la magica e suggestiva storia dell’Egitto vi sarà narrata e prenderà forma sotto forma di proiezioni direttamente sulle leggendarie costruzioni.

 

COME MUOVERSI AL CAIRO

TAXI

PRO: Vista l’enorme vastità della città è il mezzo consigliato per coprire grandi distanze ed è economico. Di colore bianco e nero, per chiamarlo basta fare un cenno con la mano dal ciglio della strada. Non vi sbalordite, perchè può capitare che il tassista carichi altre persone dirette alla stessa destinazione.

CONTRO: ci si trova spesso immersi in caotici ingorghi e bisogna abituarsi alla spregiudicata guida dei tassisti egiziani, non esattamente ortodossa. Anche il tassametro è spesso spento e il prezzo della corsa è meglio contrattarlo prima della partenza.

METROPOLITANA

PRO: comodo per raggiungere Il Cairo antico, pulita ed economica.

CONTRO: ha solo due linee, spesso affollato nelle ore di punta.

NAVIGAZIONE SUL FIUME – VAPORETTI

PRO: economico, con partenza ogni 30 minuti dalla zona copta, con sosta all’isola di Roda fino alla città moderna nei pressi del museo egizio. egypt-643425_960_720

CONTRO: funzionano solo fino alle 16.00

AUTOBUS

PRO: molto economici e capillari

CONTRO : Sovraffollati e spesso in pessime condizioni

MANGIARE AL CAIRO

Secondo un famoso proverbio egiziano “il cibo migliore è quello che riempie la pancia” , ciò fa capire quanto l’argomento sia importante per gli egiziani e su quali alimenti cada la loro preferenza.

spice-370114_960_720La cucina egiziana tradizionale è un misto di influenze arabe, turche, europee e africane. I sostanziosi piatti vengono spesso accompagnati da gustose salsine e varie creme di accompagnamento in modo che ogni commensale possa “personalizzare” il proprio piatto intingendolo nell’intingolo che preferisce.

La carne è l’alimento principe della cucina, spesso sotto forma di squisiti spezzatini con verdure o di gustosi Kebab da mangiare in strada, ma ci sono anche numerosi piatti tipici che ne sono privi, come il fuul  una purea di fave, le taamiyya note anche come falafel, polpette di erbe aromatiche e semi di fave e koshari un mix di tagliolini, riso, lenticchie e cipolle. Da provare il piccione preparato con riso e spezie ed arrostito o stufato (tagine) accompagnato da babaghanoush e tahina, melanzana arrostita con pasta di semi di sesamo.

Falafel
Falafel

Il Cairo è una grande città dove si può trovare ogni genere di cibo, locale o ristorante e si possono assaggiare cucine provenienti da ogni parte del mondo.

Per quanto non sia sempre così, occorre sempre essere attenti all’igiene riservata alla preparazione dei cibi, che non sempre rispetta gli standard occidentali.

E’ quindi buona norma per evitare spiacevoli disturbi gastrici.:

  • evitare di bere acqua corrente
  • controllare che le bottigliette di acqua minerale acquistate nelle numerose bancarelle non siano già state aperte
  • non ordinare bibite con ghiaccio
  • evitare di mangiare frutta e verdura crude

Tendenzialmente gli egiziani pranzano di pomeriggio e i ristoranti chiudono la sera molto tardi.

Al ristorante è prassi lasciare la mancia, circa il 10%, ed è applicata una tassa di servizio in automatico del 12% sul conto.

Assaporate le autentiche abitudine egiziane concedendovi frequenti pause nei numerosi caffè che troverete ad ogni angolo di strada, questi oltre ad offrire ristoro svolgono un ruolo di aggregazione importante per gli egiziani che vi si incontrano per parlare con gli amici, leggere il giornale e fumare. turkish-coffee-1021287__180

I caffè quasi esclusivamente frequentati dagli uomini sono sempre affollati, aperti a tutte le ore e oltre al tè e al caffè (ahwa), servono dissetanti succhi di frutta fresca e Karkadè caldo o ghiacciato una rinfrescante bibita dal caratteristico color cremisi fatta con le foglie di ibisco bollite.

NORME DI COMPORTAMENTO GENERALI

Essendo un paese di cultura islamica, è buona norma rispettare alcuni usi e costumi locali e soprattutto per le donne ci possono essere alcune restrizioni, soprattutto nel caso esse viaggino da sole.

Le donne dovrebbero evitare un abbigliamento troppo appariscente o abiti eccessivamente succinti per non attirare troppo l’attenzione. Coprirsi il capo quando visitano delle moschee e possibilmente rinunciare a  girare da sole in luoghi molto affollati come i mercati, dove potrebbero essere oggetto di apprezzamenti e non passeggiare da sole durante le ore notturne. In alcuni casi, anche una donna seduta al bar che fuma può essere giudicata male e non vista di buon occhio.

 

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Galleria foto Polo Reale

Galleria foto Torino

Torino città magica

Il capoluogo  fa parte dei due famosi triangoli magici.
• TRIANGOLO DELLA MAGIA NERA: San Francisco, Londra e Torino
• TRIANGOLO DELLA MAGIA BIANCA: Lione, Praga e Torino.

 

Torino infatti rappresenta il vertice di due triangoli magici: il primo, quello bianco, con Lione e Praga, mentre il secondo, quello nero, assieme a Londra e San Francisco.

Secondo gli esoteristi piazza Castello è ritenuto il luogo più positivo della città (nel punto di congiunzione tra i due Dioscuri Castore  e  Polluce di Palazzo Reale) mentre piazza Statuto è tristemente deputata al male ed alla confluenza di energie nefaste.

In Piazza Statuto,  ai tempi degli antichi romani,  finiva la città – o meglio dire l’accampamento – e iniziava la strada che portava verso la Gallia, l’attuale Francia. Dove si trova ora Porta Susa c’era la Porta Segusina.  Per questo  il lungo corso che parte da questa piazza si chiama corso Francia. Ma non è una collocazione qualsiasi:  in un mondo,  quello degli antichi, che dava molto significato alle congetture naturali,  questa parte della città si trovava ad occidente, dove muore il sole e iniziano le tenebre,  quindi considerata una zona infausta, il confine tra il modo del Bene e quello del male.  Fuori dalla Porta Segusina venivano giustiziati i condannati e tumulati i defunti. Qui iniziava la grande necropoli che andava da corso Francia fino a Via Cibrario e corso principe Eugenio. Furono i francesi a spostare il patibolo  a ”L rondò dla forcà dove venivano giustiziati con la ghighiottina (la “beatissima”) i criminali,  uno slargo all’incrocio tra gli attuali corso Regina Margherita, corso Valdocco e via Cigna:  prima si trovava in questa piazza, che è considerata il centro della magia nera della città.  Nel 1864 teatro di sanguinosi scontri in occasione dei tumulti per il trasferimento della capitale. La stessa etimologia di Valdocco sembra derivare da Vallis Occisorum (Valle degli Uccisi) per essere un altro luogo deputato alle esecuzioni capitali ai tempi dei romani. Infine alcune fonti affermano che in prossimità di corso Valdocco sia stata sterminata tutta la legione tebana in un aspro combattimento. Alcuni dicono che non sia un caso che proprio lì sorga la Basilica di Maria Ausiliatrice dove riposano le spoglie di San Giovanni Bosco che sembra quasi porre un rimedio “energetico” alla presenza di tante anime sofferenti.

Gli esoteristi però ravvisano come esatto luogo di massima negatività della città, il monumento che si trova al centro di piazza Statuto. Qui, nel 1879, fu eretto il Monumento al Traforo del Frejus (opera del conte Marcello Panissera di Veglio) inaugurato alla presenza di Umberto I. Con una struttura a piramide costituita da massi trasportati appositamente dal monte Frejus, è sormontata da un Genio alato sotto il quale si trovano figure marmoree dei Titani. E’ un’allegoria del trionfo della Ragione sulla forza bruta anche se un’altra interpretazione la identifica come memoria ai caduti periti durante i lavori di scavo.  Raffigura degli uomini che sembrano voler salire sulla cima del monumento, quasi a raggiungere l’angelo in cima,  che ha in mano una piuma o penna d’oca che rappresenta il sapere,  mentre l’altra mano non ha proprio un atteggiamento benevolo nei confronti delle statue raffiguranti uomini che si stanno spingendo verso di lui, come li volesse fermare per impedirgli di raggiungerlo, per impedirgli di sapere. Sulla cima del capo dell’angelo spicca una stella a cinque punte che a livello simbolico rappresenta il microcosmo ed il macrocosmo con i cinque vertici a rappresentare gli altrettanti elementi metafisici dell’acqua, del fuoco, della terra, dell’aria e dello spirito. Usato come sacro amuleto pagano, è doveroso ricordare che simboleggia anche l’anticristo.  Ad osservare attentamente ogni suo tratto, egli è talmente avvincente da proporre una natura malevola.  In alcuni testi si legge che l’essere alato in questione sarebbe la rappresentazione di Lucifero, “Portatore di luce” , l’angelo più bello secondo la tradizione biblica cristiana.

 

Valutazione complessiva livello di magia : 

lampada-magica-4 Livello 4/5

 

Muoversi a Torino

MEZZI PUBBLICI- BUS e TRAM

  • PRO : costo ridotto, rete capillare ben sviluppata che consente di raggiungere qualsiasi punto della città
  • CONTRO: tempi di attesa a volte lunghi, soprattutto per certe linee secondarie

METROPOLITANA

  • PRO : nuovissima, consente spostamenti molto rapidi, costo contenuto
  • CONTRO: copertura ridotta in quanto unica linea M1 che si estende da ovest a sud attraversando il centro.

BUS TURISTICI- CITY SIGHTSEEING

  • PRO: il servizio comprende tour organizzati dove poter ammirare i monumenti e musei più importanti.
  • CONTRO: non molto economico, percorsi fissi non flessibili.

Per maggiori informazioni :  CITY-SIGHTSEEING

BIKE SHARING

Un nuovo servizio disponibile ai cittadini è il bike sharing  con oltre un centinaio di stazioni dove poter prelevare la tua bici.

  • PRO : divertente, salutare, flessibile, sempre disponibile 24H/24H, ecologico
  • CONTRO : nessuno

Per maggiori informazioni :  TOBIKE

TAXI

In caso di emergenza, non molto consigliato dati i costi elevati

Pronto Taxi : +39 011 5737   –      Radio Taxi : +39 011 5730

Breve storia di Torino

Le origini romane

     La storia della città inizia intorno al 27 a.C, con il nome romano di Augusta Taurinorum Secondo le leggende quest’ultima sorse sull’insediamento di Taurasia, mitica capitale dei Tauri, incendiata da Annibale nella lunga marcia di avvicinamento a Roma. Augusta Taurinorum era considerata da Roma particolarmente importante a livello strategico per la sua posizione geografica :  terra di ingresso e avamposto verso il mondo transalpino. La città venne progettata secondo il tradizionale impianto ortogonale delle colonie romane, e cioè con isolati quadrati e una struttura muraria quasi quadrata.

L’arrivo dei barbari e la dominazione dei Franchi

     Grazie all’impero romano la città prosperò nei primi secoli di vita per poi cadere vittima, con la crisi dell’ impero, delle orde barbariche a partire dal IV secolo. Con l’arrivo dei Longobardi ( 569 d.c ) Torino conobbe un periodo di relativa quiete. In seguito poi allo scontro tra Longobardi e Franchi questi ultimi occuparono la città  di Torino divenendo cosi contea franca ( 773 d.c. ).

La Marca di Torino

   Nel 941 venne fondata la Marca di Torino da Ugo re d’ Italia, comprendente anche Susa, divenendo così territorio vassallo del Sacro Romano Impero. Con la crisi dell’Impero  il cristianesimo divenne sempre più presente nella città con potere ai vescovi e nuovi edifici religiosi. Torino ancora per poco sarebbe stato un libero Comune dove il vescovo rappresentava la massima autorità.  Al di là delle alpi I Savoia stavano rafforzando il proprio potere, minacciando così la sua indipendenza.

I Savoia

Il temuto passaggio della città ai Savoia avvenne nel 1280. L’annessione della città al territorio sabaudo non mutò per lungo tempo il clima politico torinese: le lotte tra i guelfi  e i ghibellini  continuarono, determinando, con sconfitte e vittorie, le ascese sociali. Mentre sullo sfondo continuavano le lotte tra guelfi e ghibellini, il potere veniva sparito tra i principi di Acaia, feudatari piemontesi, e il ramo principale della famiglia, quello dei conti di Savoia, presenti ormai sui due versanti delle Alpi. In seguito all’ inevitabile  confitto tra i due rami, nel 1418, gli Acaia furono messi da parte a favore dei potenti Savoia.

Dal rinascimento a Pietro Micca

    L’avvento dei Savoia coincise, nel 1400, con la trasformazione di Torino da piccola città, al centro di uno dei più importanti crocevia dell’Italia occidentale, in città di dimensione regionale.

Il ducato soffriva però di un difficile equilibrio tra i due versanti delle Alpi dovuto anche alla diversa lingua parlata dai  sudditi dei due versanti alpini. Chambery, capitale del ducato, e Torino, rivaleggiarono per molto tempo, con quest’ultima che poco a poco, si trasformò nel vero centro di potere sabaudo.  Nel 1563 divenne così la capitale. Diventata capitale, Torino fu radicalmente trasformata nel giro di pochi anni, per meglio rispondere alle esigenze dei Savoia.

Emanuele Filiberto  dotò immediatamente la sua capitale di una modernissima cittadella. All’inizio degli anni ’70 Torino appariva chiusa nel suo antico tracciato romano e protetta dalla formidabile Cittadella, una delle più ammirate dell’Europa del tempo.  Venne anche spostata la sede del potere da Palazza Madama  a Palazzo del Vescovo (attuale Palazzo Reale)

Il figlio Carlo Emanuele I diede il via alle trasformazioni urbanistiche: sotto il suo regno fu infatti realizzato il primo ampliamento cittadino, verso sud, con la costruzione dell’attuale via Roma, Mirafiori e Regio Parco, mantenendo sempre l’antico impianto ortogonale romano

Lo sviluppo di Torino conobbe una brusca frenata nel 1630, con la terribile peste che ne decimò gli abitanti.

Il clima si rasserenò con l’ascesa al trono di Carlo Emanuele II nel 1663 e con la successiva reggenza di sua moglie Giovanna Battista di Savoia-Nempurs. In questi anni fu stabilito il secondo ampliamento cittadino, verso il Po, con la realizzazione dell’odierna via Po, unica via inclinata della perfetta scacchiera romana che continuava a caratterizzare l’urbanistica torinese. Sono di questo periodo altre splendide realizzazioni architettoniche.

Nel 1659 iniziarono i lavori della Venaria Reale che, si disse, causò l’invidia dei Francesi, sempre pronti a distruggerla nelle guerre successive. Alla realizzazione della Reggia, nuova delicia extra-moenia, e degli arredi del Palazzo Ducale parteciparono numerosissimi artisti. Di lì a poco, nel 1666, sarebbe arrivato in città Guarino Guarini, l’architetto che con Filippo Juvarra avrebbe caratterizzato il centro cittadino.

La prima opera firmata dal Guarini è la Cappella della Sindone, negli anni seguenti avrebbe realizzato il Collegio dei Nobili (attuale sede del Museo Egizio), il Palazzo dei Savoia-Carignano (sede del primo Parlamento italiano) e la chiesa di S. Lorenzo con la sua splendida cupola.

Tra il 1701 e il 1714 la guerra di successione spagnola mise a dura prova Torino, che si trovò a lungo assediata dai Francesi . L’assedio fu tolto grazie all’intervento congiunto di Vittorio Amedeo e del cugino Eugenio di Savoia-Soissons, uno più brillanti generali del Settecento. Alle ultime fasi dell’assedio appartiene anche l’eroico gesto di Pietro Micca (1706), che perse consapevolmente la vita per tagliare le strade della Torino sotterranea ai Francesi.

Il Regno di Sardegna e l’ arrivo di Napoleone

    Il Trattato di Utrecht, nel 1713, trasformò il Ducato in Regno e assegnò ai nuovi re anche il dominio della Sicilia, pochi mesi dopo sostituita con la Sardegna: nasceva così quel Regno di Sardegna che tanta parte avrebbe avuto nella storia d’Italia. La capitale del nuovo Regno fu trasformata dal nuovo ambizioso re sotto la sapiente regia di Filippo Juvarra, uno dei maestri del Barocco italiano.

L’architetto siciliano firmò alcuni dei capolavori dell’architettura torinese: la nuova facciata di Palazzo Madama, i Quartieri Militari, la Basilica di Superga, voluta dal Re per rispettare il voto fatto alla Vergine, le chiese di S. Filippo Neri e del Carmine, la splendida palazzina di caccia di Stupinigi, insuperato capolavoro del Barocco europeo.

Con la salita al potere di Napoleone Bonaparte  nel 1800, dopo la vittoria di Marengo, le truppe napoleoniche entrarono a Torino per rimanervi 14 anni. La città fu spogliata della sua cinta muraria e i beni ecclesiastici furono incamerati dallo Stato.

Nel 1802 il Piemonte fu annesso alla Francia e Torino divenne una delle 25 principali città della Repubblica francese. Il Congresso di Vienna restituì Torino e il Piemonte ai Savoia e con il ritorno di Vittorio Emanuele I la città ritrovò il suo status di capitale.

Gli anni del Risorgimento

Per salutare la Restaurazione e l’antico regime il re fece costruire la chiesa della Gran Madre di Dio, sull’altro lato del Po, di fronte all’odierna piazza Vittorio Veneto. Ma l’ancien regime non poteva essere più quello di prima: le inquietudini romantiche, le aspirazioni all’unità d’Italia, i movimenti carbonari (1817) e poi mazziniani erano i primi segni del risorgimento.

Con la 1° guerra di indipendenza del 1848 re Carlo Alberto dichiarava guerra all ‘Austria. La sconfitta di Novara, nel 1849, pose fine al suo regno. Salì al trono il figlio, Vittorio Emanuele II, e con lui iniziò la stagione risorgimentale. Il suo primo ministro, Camillo Benso di Cavour, grazie a un’astuta tela di rapporti diplomatici seppe avvicinare la Francia alla causa italiana, contro l’Austria asburgica. Torino divenne il faro e il porto di tutti gli esuli e i liberali italiani, che anteposero alla causa repubblicana quella dell’unità d’Italia, da ottenere con la collaborazione del Re di Sardegna.

La 2° Guerra d’Indipendenza, e la Spedizione dei Mille permisero, nel 1861, di inaugurare a Torino il primo Parlamento italiano: vi sedevano gli eroi dell’Unità d’Italia, da Giuseppe Garibaldi a Giuseppe Mazzini, da Alessandro Manzoni a Giuseppe Verdi.  Già però nel 1864 però, in vista del definitivo trasferimento a Roma, la capitale del Regno d’Italia fu portata da Torino a Firenze con conseguenze negative sullo sviluppo della città.

La nascita della FIAT e gli anni della guerra

Nel 1899 nasce a Torino la FIAT  che avrebbe trasformato  per sempre l’ economia della città. La nuova città industriale attirava  popolazione dalle campagne e cresceva velocemente.

La prima guerra mondiale sorprese una Torino in pieno sviluppo e causò prima una depressione e poi una ripresa economica. I settori che trovarono vantaggio alla fine della guerra furono il siderurgico e l’automobilistico.

Gli anni del fascismo furono  per Torino anni di crisi sociali con agitazioni operaie e relative repressioni.  Durante il fascismo Torino continuò la sua espansione industriale e accolse nuovi immigrati mentre la politica coloniale del regime favorì lo sviluppo della FIAT.

Allo scoppio della seconda guerra mondiale l’industria torinese si convertì in industria bellica. I bombardamenti del 1942 causarono una drastica riduzione della produzione; la riduzione del potere d’acquisto degli operai causò, nel 1943, una rivolta. A settembre dello stesso anno ci fu l’occupazione tedesca. La crisi del regime e l’occupazione nazista spinsero molti giovani verso le montagne, per la Resistenza. Il 18 aprile 1945 un grande sciopero paralizzò la città, il 26 aprile i partigiani iniziarono la liberazione di Torino, conclusasi il 30. Il 3 maggio gli Alleati entravano in una città già liberata.

Gli anni del dopoguerra furono anni molto duri in cui si dovette far fronte ai gravi danni subiti al patrimonio edilizio e alle fabbriche.

La Fiat ebbe un ruolo fondamentale e richiamò nuove ondate di immigrati in cerca di lavoro dal meridione e altre regione del nord( Veneto soprattutto)

La presenza degli immigrati meridionali determinò una serie di drammatici problemi a livello logistico e sociale; l’arrivo disordinato e incontrollato dei nuovi residenti causò a lungo conflitti di mentalità e cultura.

La seconda metà del ‘900

Diventata ormai una dei maggiori industriali, Torino attraversa gli anni ‘60 del boom economico con tensioni sociali che sfociarono nelle proteste sessantottine e nell’autunno caldo degli operai.

All’inizio degli anni ’70 le lotte della classe operaia portano all’occupazione di Mirafiori spingendo la Confindustria ad accettare le richieste dei sindacati. Nel 1975 salì per la prima volta al potere una Giunta di sinistra, contemporaneamente la crisi petrolifera costrinse la FIAT alle prime cassa integrazioni. Gli anni di piombo costarono a Torino numerose vittime, tra queste, oltre a dirigenti e operai FIAT, Carlo Casalegno, vicedirettore de La Stampa. La crisi economica degli anni ’70 ebbe il punto di svolta con la marcia dei 40.000 che chiedeva a gran voce la riapertura dei cancelli di Mirafiori, paralizzati da 35 giorni di sciopero.

Gli anni ’80 e ’90 furono invece anni di benessere e di pace con la  FIAT di nuovo in auge grazie anche al lancio di nuovi modelli.

Torino oggi

Torino oggi sta sempre più perdendo l’ aspetto di città  industriale di una volta, aprendosi  verso settori quali il terziario, quello culturale e il turismo.

Con l’arrivo in massa di nuovi immigrati dall’estero, soprattutto est Europa e Africa, si trova ancora una volta a dover fronteggiare il difficile problema dell’ integrazione dei suoi nuovi abitanti, diversi per lingua e religione, ma fonte anche di nuova forza lavoro a basso costo.

Quella che era quindi solo una piccola colonia romana è ora diventata una grande città metropolitana con molti cambiamenti in corso, necessari per affrontare il nuovo III millennio.

Valutazione complessiva livello di magia : 

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